JR, a semi-anonymous French street artist, uses his camera to show the world its true face, by pasting photos of the human face across massive canvases. At TED2011, he makes his audacious TED Prize wish: to use art to turn the world inside out.


Mandeep Photography presenta al pubblico il progetto The View From Lucania, un progetto per la fotografia che ha scelto la Lucania come luogo privilegiato in cui realizzare la propria offerta culturale.
Interesse primario di TVFL è produrre cultura e sviluppo territoriale attraverso la realizzazione di progetti legati al mondo dell’audiovisivo presieduti da fotografi di fama internazionale e qualificati professionisti del settore.

Mandeep Photography presenta al pubblico il progetto The View From Lucania, un progetto per la fotografia che ha scelto la Lucania come luogo privilegiato in cui realizzare la propria offerta culturale.

Interesse primario di TVFL è produrre cultura e sviluppo territoriale attraverso la realizzazione di progetti legati al mondo dell’audiovisivo presieduti da fotografi di fama internazionale e qualificati professionisti del settore.

My broken world

Alle 19.34 del 23 novembre 1980 la terra ha tremato per novanta secondi in Irpinia, Basilicata ed Alto Sele. Novanta secondi per togliere la vita a 2.998 persone, strappare la casa ad altre 280mila, cambiare la geografia dei luoghi e produrre illusioni che sarebbero state velocemente deluse.

L’area irpina, epicentro del sisma, vide bruscamente interrompersi il già faticoso processo di sviluppo del territorio, tra i più poveri dell’Italia meridionale: i circa 26 miliardi di euro investiti dal Governo per la ricostruzione, parzialmente dispersi in infiniti rivoli di corruzione e distrazione delle risorse, hanno stentato a tradursi, nei decenni successivi, in un reale progresso.

A trent’anni di distanza dall’evento che ha segnato un “prima” e un “dopo” nella storia del Sud Italia, due fotografe hanno incrociato i loro sguardi e le loro rotte in questa terra spezzata, per raccontare il susseguirsi delle stagioni, i colori che cambiano, la vita che si ostina, la fatica quotidiana di quelli per cui il terremoto non è mai finito.

My broken world è allora il racconto per immagini di un mondo andato in frantumi. Di una terra attraversata da crepe profonde, da strappi non ricuciti. Delle vite sospese di chi è rimasto, incastrato in un tempo immobile.
My broken world è uno sguardo sui frutti imprevisti di un sisma che ha scosso la terra come una rivoluzione: allargando orizzonti, liberando energie, creando nuove reti, mettendo in discussione le certezze.

È il mondo spezzato di Michela Palermo, nata in Irpinia nell’anno del terremoto, e tornata nei luoghi della sua infanzia per documentarne il cambiamento.
È il mondo rotto di Ernestina, 66 anni, che Francesca Cao ha messo al centro del suo obiettivo, testimoniando la vita sospesa di una donna che dal 1985 vive in un container di amianto nell’attesa – infinita – di poter entrare nella casa che lo Stato le ha promesso ma che non ha mai finito di costruire.

Con due registri diversi, uno più onirico e evocativo, l’altro più documentaristico, le due fotografe hanno scritto una storia comune: Michela Palermo, nel ritrarre i luoghi del sisma, le cicatrici del territorio, gli strani frutti della ricostruzione, ha documentato il proprio paesaggio interiore, e la sofferta disillusione di chi affonda le proprie radici in una terra dove l’eterno incompiuto non stupisce e non indigna più nessuno. Francesca Cao, nel registrare i dettagli e i rituali dell’intimità domestica di Ernestina, ha dato voce all’ostinata lotta per un’esistenza dignitosa che ha accomunato, in trent’anni, moltissimi abitanti di questa regione ferita.

(Source: wp.me)

 
My Broken World
Fotografie di Francesca Cao e Michela Palermoa cura di Irene Alison
dal 14 aprile al 7 maggio 2011

My Broken World

Fotografie di Francesca Cao e Michela Palermo
a cura di Irene Alison

dal 14 aprile al 7 maggio 2011

On june 12, 2009 the Iranian presidential elections were held, and the results were strongly contested by the population. For the first time after the Islamic Revolution, Iranians expressed all their dissent, organizing huge demonstrations against the regime. But the protest was not limited to demonstrations in public spaces. Every night at 10:00, citizens gathered on building rooftops to continue their protests, chanting “Allah u Akbar,” (Allah is great). At times, these chants would be interrupted by other, more indignant, chants of “Marg bar diktator” (Death to the dictator). During these protests, the dark Tehran nights were haunted by the ghost-like shadows and their eerie voices. Dreams, memories, emotions, and hopes roam around like ghosts on the rooftops of Tehran.

JR, a semi-anonymous French street artist, uses his camera to show the world its true face, by pasting photos of the human face across massive canvases. At TED2011, he makes his audacious TED Prize wish: to use art to turn the world inside out.


Mandeep Photography presenta al pubblico il progetto The View From Lucania, un progetto per la fotografia che ha scelto la Lucania come luogo privilegiato in cui realizzare la propria offerta culturale.
Interesse primario di TVFL è produrre cultura e sviluppo territoriale attraverso la realizzazione di progetti legati al mondo dell’audiovisivo presieduti da fotografi di fama internazionale e qualificati professionisti del settore.

Mandeep Photography presenta al pubblico il progetto The View From Lucania, un progetto per la fotografia che ha scelto la Lucania come luogo privilegiato in cui realizzare la propria offerta culturale.

Interesse primario di TVFL è produrre cultura e sviluppo territoriale attraverso la realizzazione di progetti legati al mondo dell’audiovisivo presieduti da fotografi di fama internazionale e qualificati professionisti del settore.

My broken world

Alle 19.34 del 23 novembre 1980 la terra ha tremato per novanta secondi in Irpinia, Basilicata ed Alto Sele. Novanta secondi per togliere la vita a 2.998 persone, strappare la casa ad altre 280mila, cambiare la geografia dei luoghi e produrre illusioni che sarebbero state velocemente deluse.

L’area irpina, epicentro del sisma, vide bruscamente interrompersi il già faticoso processo di sviluppo del territorio, tra i più poveri dell’Italia meridionale: i circa 26 miliardi di euro investiti dal Governo per la ricostruzione, parzialmente dispersi in infiniti rivoli di corruzione e distrazione delle risorse, hanno stentato a tradursi, nei decenni successivi, in un reale progresso.

A trent’anni di distanza dall’evento che ha segnato un “prima” e un “dopo” nella storia del Sud Italia, due fotografe hanno incrociato i loro sguardi e le loro rotte in questa terra spezzata, per raccontare il susseguirsi delle stagioni, i colori che cambiano, la vita che si ostina, la fatica quotidiana di quelli per cui il terremoto non è mai finito.

My broken world è allora il racconto per immagini di un mondo andato in frantumi. Di una terra attraversata da crepe profonde, da strappi non ricuciti. Delle vite sospese di chi è rimasto, incastrato in un tempo immobile.
My broken world è uno sguardo sui frutti imprevisti di un sisma che ha scosso la terra come una rivoluzione: allargando orizzonti, liberando energie, creando nuove reti, mettendo in discussione le certezze.

È il mondo spezzato di Michela Palermo, nata in Irpinia nell’anno del terremoto, e tornata nei luoghi della sua infanzia per documentarne il cambiamento.
È il mondo rotto di Ernestina, 66 anni, che Francesca Cao ha messo al centro del suo obiettivo, testimoniando la vita sospesa di una donna che dal 1985 vive in un container di amianto nell’attesa – infinita – di poter entrare nella casa che lo Stato le ha promesso ma che non ha mai finito di costruire.

Con due registri diversi, uno più onirico e evocativo, l’altro più documentaristico, le due fotografe hanno scritto una storia comune: Michela Palermo, nel ritrarre i luoghi del sisma, le cicatrici del territorio, gli strani frutti della ricostruzione, ha documentato il proprio paesaggio interiore, e la sofferta disillusione di chi affonda le proprie radici in una terra dove l’eterno incompiuto non stupisce e non indigna più nessuno. Francesca Cao, nel registrare i dettagli e i rituali dell’intimità domestica di Ernestina, ha dato voce all’ostinata lotta per un’esistenza dignitosa che ha accomunato, in trent’anni, moltissimi abitanti di questa regione ferita.

(Source: wp.me)

 
My Broken World
Fotografie di Francesca Cao e Michela Palermoa cura di Irene Alison
dal 14 aprile al 7 maggio 2011

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Fotografie di Francesca Cao e Michela Palermo
a cura di Irene Alison

dal 14 aprile al 7 maggio 2011

On june 12, 2009 the Iranian presidential elections were held, and the results were strongly contested by the population. For the first time after the Islamic Revolution, Iranians expressed all their dissent, organizing huge demonstrations against the regime. But the protest was not limited to demonstrations in public spaces. Every night at 10:00, citizens gathered on building rooftops to continue their protests, chanting “Allah u Akbar,” (Allah is great). At times, these chants would be interrupted by other, more indignant, chants of “Marg bar diktator” (Death to the dictator). During these protests, the dark Tehran nights were haunted by the ghost-like shadows and their eerie voices. Dreams, memories, emotions, and hopes roam around like ghosts on the rooftops of Tehran.

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Mandeep is gallery, bookshop and media productions studio.

Mandeep [from sanskrit: lamp of the mind] provides full service from concept to multi-platform distribution of photographic content, with particular preference for documentary photography and visual journalism.

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